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	<title>MacAdemia</title>
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	<description>MacAdam - MacAdemia di Scritture e Letture di Fabio Fracas</description>
	<pubDate>Sat, 18 May 2013 14:45:04 +0000</pubDate>
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		<title>Domani&#8230; e non solo</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 13:58:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MacAdam</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Testi]]></category>

		<category><![CDATA[Davar]]></category>

		<category><![CDATA[Gioia]]></category>

		<category><![CDATA[Maria Cristina Ansoldi]]></category>

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		<description><![CDATA[È arrivato il momento di inserire anche la seconda parte – delle tre previste – del racconto di Maria Cristina Ansoldi: Davar. Prima di lasciarvi alla lettura, però, vi ricordo l’appuntamento di domani con il Seminario di Praglia dedicato a George Orwell e al suo profetico romanzo 1984. Se non vi siete ancora prenotati, vi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="irc_mi" class="alignleft" style="margin-top: 0px;" src="http://www.premioceleste.it/_files/opere/2008_trevisan_4269_5643.jpg" alt="" width="150" />È arrivato il momento di inserire anche la seconda parte – delle tre previste – del racconto di Maria Cristina Ansoldi: Davar. Prima di lasciarvi alla lettura, però, vi ricordo l’appuntamento di domani con il Seminario di Praglia dedicato a George Orwell e al suo profetico romanzo <a title="1984 - Lezioni di futuro" href="www.macademia.it/?page_id=1851">1984</a>. Se non vi siete ancora prenotati, vi chiedo la cortesia di telefonare a Federica – al 348.3829111 – per confermare la vostra partecipazione. A domani!</p>
<p><strong>Davar, di Maria Cristina Ansoldi - Parte Seconda<br />
</strong></p>
<p>Il sonno non arrivava. Mi rigiravo tra le lenzuola, gli occhi spalancati. Ho guardato il soffitto nella penombra. Così le ho viste per la prima volta. C’era qualcosa d’indistinto che galleggiava in aria, sulla mia testa; sembravano patate… no, pietre e subito ho pensato:<br />
-Forse non mi sono neanche accorta di essere scivolata nel sonno e sto sognando. Devono essere leggere come lava però perché fluttuano assurdamente tra il mio corpo sul letto e il soffitto: sogno o sono pietre reali?<span id="more-1849"></span>Appena è insorto il dubbio le “pietre” sono scomparse tra le ombre della stanza convincendomi che si trattava solo di un brutto scherzo della stanchezza Mi sono messa tranquilla e, sfinita, finalmente ho preso sonno.</p>
<p>La mattina seguente, in ufficio,ho chiamato Chiara per darle una lavata di capo. Ero nervosa e scocciata: odio fare il contropelo alla gente; spesso mi sento più imbarazzata di loro, stupidamente.<br />
Le ho parlato senza mezzi termini, come sono abituata a fare.<br />
“Sei inaffidabile, sei poco precisa, sei lenta, sei spesso in ritardo…”. Ecco le ho detto tutto: mi sentivo liberata, alleggerita. Lei, invece, sembrava annichilita sotto il peso delle mie parole, come colpita da una gragnola di sassi. Aveva lo sguardo depresso di un bassett-hound, ma ormai avevo parlato e forse, mi rendo conto, anche troppo chiaro.</p>
<p>La sera a letto, sola, mentre fissavo meditabonda il soffitto della stanza, ero inquieta. Ho ripensato alla giornata pesante, alle discussioni, alle cose dette ma necessarie.<br />
Nella penombra il sonno liberatore non arrivava, mentre comparivano invece le strane pietre fluttuanti. Forse ero in uno stato di semi incoscienza che prelude al sonno e mi sono sforzata di credere che la stanchezza e la solitudine mi stessero giocando brutti scherzi. Mi aspettavo che, come l’altra volta, le pietre scomparissero non appena ne avessi preso coscienza, ma non è andata così. Stavolta non si dileguavano, anzi si abbassavano, fluttuando in aria, abbassandosi verso di me. Erano così vicine che, col fiato sospeso, potevo scorgere delle lettere, anzi delle parole, incise nella pietra porosa.</p>
<p>Ogni pietra aveva una scritta. “Basta!” ho letto a fatica su un piccolo sasso, come una patatina oblunga. “Inaffidabile”, c’era scritto su una pietra più grande. “Irresponsabile” ho letto su un’altra pietra ancora più grande. “Licenziamento”, invece, occupava una roccia scura e minacciosa: ondeggiava pericolosamente sul mio capo, sembrava precipitarmi addosso. All’improvviso mi sono resa conto che erano le stesse pesanti parole che, come una sassaiola, avevo scagliato su Chiara. “Brutti scherzi fa lo stress!” ho borbottato tra me e me. Ho sbattuto le palpebre, perplessa, e le pietre non c’erano  più. Il soffitto della stanza era nuovamente sgombro. “Forse in vacanza non mi sono ritemprata abbastanza&#8221;, mi sono detta.</p>
<p>Ero innervosita e il sonno scomparso. Sul comodino, carico di libri e riviste colorate, spiccava col suo serio vestito scuro il libro ebraico. L&#8217;ho preso e automaticamente si è spalancato alla pagina con l’annotazione sottolineata. M’incuriosiva terribilmente… Sottovoce, ho compitato come una scolaretta, la frase misteriosa.  Niente. Rimaneva incomprensibile. Stizzita, privata di un piacere, ho riposto il libro.<br />
Avrei tanto desiderato di poter dormire. ma ero inquieta e riflettevo. Pensavo a tutte le faccende irrisolte della mia vita e quindi anche a Paolo.<br />
Dovevo ancora rivederlo.<br />
- Anche con lui devo parlare, devo chiarire la nostra relazione.- Tra me e me borbottavo. Pronunciavo frasi sconnesse, cercando, come sempre a voce alta, di chiarire le mie sensazioni.<br />
- Di matrimonio neanche parlarne. Fedeltà? Ho dei dubbi anche su questo… Complicità? Se dovessi dare una valutazione da uno a dieci, a stento arriverei a un cinque. Comprensione? Meglio lasciar correre. Innamorata? Non lo so neanch’io. Sono delusa in realtà, molto delusa.-</p>
<p>Mentre rimuginavo insonne, si erano ammassate sul mio capo altre pietre. Avevano la forma di grosse patate gibbose. Vorticavano. Con l’amara convinzione di essere esaurita, ho chiuso stizzita gli occhi, sperando che le allucinazioni, o quel che fossero scomparissero. Finalmente mi sono addormentata con uno strano senso d’inquietudine.</p>
<p>La notte passava, faticosa, tra risvegli frequenti. Pressanti tornavano le mie angosce, mi chiarivo pensieri e decisioni in un lucido monologo a voce alta. Il risultato è stato un lungo elenco di delusioni e di scontento. Avvertivo la presenza delle pietre. Fluttuavano minacciose sul mio letto…e mi pareva che più io mi arrabbiavo più le pietre s’ingrandissero e pulsassero come creature vive. Preoccupata ho ingollato una pastiglia per dormire e cancellare le visioni.</p>
<p>La giornata seguente, in ufficio, si è trascinata, con la difficile prospettiva di dover uscire con Paolo la sera. Dovevo trovare il coraggio di dirgli quello che avevo capito durante la notte: basta tacere per il quieto vivere, avrei parlato chiaro e tondo e stavolta lui mi avrbbe dovuto ascoltare.<br />
Al ristorante,a cena, ho affrontato Paolo, gli ho spiattellato tutto quello che da tanto avevo intenzione di dirgli, senza tentennamenti, senza paura, tutto d’un fiato. Lui è rimasto di sasso. Forse non se l’aspettava. Io, invece, mi sono sentita sollevata da un peso, come avessi rimosso un macigno dal mio petto.</p>
<p>É notte fonda adesso. Ho una strana sensazione e mi sveglio, accendo la luce…eccole lì le pietre, forse sto ancora sognando, o forse l’incubo continua anche a occhi aperti. Lentamente, sale dal profondo dell’anima mia la certezza che non si tratta d’incubo o sogno, ma di realtà. I sassi continuano ad abbassarsi e ad alzarsi come mongolfiere.</p>
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		<title>Ancora sulla gioia</title>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2013 16:21:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MacAdam</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Che io sappia - o meglio, che io ricordi - questo dovrebbe essere l&#8217;ultimo racconto inviatomi sul tema della &#8220;Gioia&#8221; non ancora pubblicato. Nel caso così non fosse, mandatemi un&#8217;e-mail all&#8217;indirizzo info@macademia.it per segnalarmi eventuali omissioni. Ringrazio pubblicamente Maria Cristina Ansoldi per la pazienza dimostrata nell&#8217;aver saputo attendere questo momento con grande calma e tranquillità. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5394074081449030402" class="alignleft" src="http://3.bp.blogspot.com/_pn6IwIDCHs4/StuZzEzpMwI/AAAAAAAAANs/9bHzzFW8tCk/s400/ATT00063.jpg" border="0" alt="" width="150" />Che io sappia - o meglio, che io ricordi - questo dovrebbe essere l&#8217;ultimo racconto inviatomi sul tema della &#8220;Gioia&#8221; non ancora pubblicato. Nel caso così non fosse, mandatemi un&#8217;e-mail all&#8217;indirizzo <a href="mailto:info@macademia.it">info@macademia.it</a> per segnalarmi eventuali omissioni. Ringrazio pubblicamente Maria Cristina Ansoldi per la pazienza dimostrata nell&#8217;aver saputo attendere questo momento con grande calma e tranquillità. Le regole - lo ripeto solo per abitudine - sono sempre le stesse: a voi l&#8217;onore della lettura e l&#8217;onere dell&#8217;editing!</p>
<p><strong>Davar, di Maria Cristina Ansoldi - Parte Prima</strong></p>
<p>Eccole di nuovo! Sembrano pietre, eppure contro ogni logica vorticano ronzando sospese sulla mia testa mentre , sdraiata a letto, cerco inutilmente di prendere sonno.<br />
Tutto è cominciato qualche giorno fa appena rientrata dalle ferie ma, a quanto pare, sono servite a poco se il risultato è questa strana allucinazione: pietre volanti.<br />
Cercherò di dare un ordine ai fatti.<span id="more-1840"></span><br />
Tornavo in aereo da una vacanza. Dopo un brusco atterraggio, come il risveglio da un sogno, i passeggeri non vedevano l’ora di scendere e sgranchirsi le gambe, impazienti. Io invece, no. Ero restia ad affrettarmi. Tornando a casa sapevo già che avrei dovuto affrontare di nuovo i miei problemi di sempre: un lavoro impegnativo, collaboratori inadeguati e, “last but not least”, un rapporto affettivo  deteriorato.</p>
<p>*Sono una giovane donna in carriera, efficiente, forse un po’ sbrigativa: ho l’abitudine di dire pane al pane e vino al vino con un’immediatezza disarmante. Qualcuno nei corridoi dell’ufficio ha definito la mia sincerità anche insensibilità, lo so per certo. È vero, sono impulsiva e a volte parlo senza riflettere, o meglio: sono perfettamente conscia e convinta di quel che dico, ma forse dovrei essere più oculata nella scelta delle parole. Diciamo che non sono diplomatica. Questo è il mio maggior difetto.*</p>
<p>La vacanza è stata solo una parentesi. Non posso scappare perennemente ma non avevo proprio voglia di riprendere il mio pesante tran tran&#8230;.manco me la fossi sentita Così mi sono attardata, ho atteso che l’aereo si svuotasse e sono uscita per ultima. Non avevo fretta. Inquieta, lanciavo lo sguardo qua e là sui sedili. Tra giornali abbandonati, qualche involucro di biscotti e fazzolettini di carta usati, ho notato un libricino nero dall’aspetto sciupato. Faceva capolino da una delle tasche dietro a un sedile di prima classe.</p>
<p>Chiaramente era stato dimenticato dal passeggero che occupava quel posto, anzi, ricordavo benissimo quell’uomo perché era un tipo singolare. Vestito di nero portava due riccioli, come cavatappi, sulle basette bianche: era un ebreo, di quelli osservanti, credo. Perciò ho raccolto il libro con l’intenzione di restituirglielo in attesa delle valigie al tapis roulant.</p>
<p>Mi sono incamminata alla consegna bagagli, ma del goffo “pinguino”, nemmeno l’ombra. Svanito. Poco male - ho pensato- se ha dimenticato il libro, significa che non ha poi così grande importanza per lui e sorridendo  divertita mi son detta :- È un segno del destino.</p>
<p>*Amo i libri e l’essermi imbattuta nel libricino nero significava che “quel libro” voleva essere mio. Chi ama leggere sa benissimo che non siamo noi a scegliere i libri, ma che sono proprio loro, i libri, che in qualche modo misterioso ci chiamano e ci scelgono, come avessero anima e sentimenti. Ed io, ogni volta che sono “scelta”, mi sento pervasa da una gioia profonda, un sentimento di pienezza, colmo di attesa. É la gioia di sapere che un piacere ancora più grande ci spetta.*</p>
<p>Perciò, con tutta calma e la coscienza alleggerita, ho riposto il volumetto nello zaino. Lo avrei sfogliato dopo, posticipando una gioia, nella quiete della mia stanza, seguendo un rituale tutto mio: sfiorare, toccare, annusare, leggiucchiare qua e là. Una serie di piccoli piaceri, ma sono queste piccole briciole che formano il dolce.</p>
<p>È stata dura tornare alla vita di sempre ma poi mi sono consolata, ricordando che avevo un nuovo libro.<br />
Mi attraeva: sulla copertina di ruvida tela nera, un po’ scolorita ,non c’era nessuna scritta . Il colore e l’aspetto logoro mi ricordavano il messale di mia nonna. L’ho aperto e sono rimasta interdetta: non era stampato con caratteri leggibili, almeno per me.I segni erano eleganti, decorativi direi, molto simili tra loro. Doveva essere ebraico.</p>
<p>- Peccato! - ho subito pensato - Non riuscirò a leggerlo e un po’ della gioia del ritrovamento  già era svanita. Mi sentivo un’analfabeta, però ero incuriosita e ho continuato a sfogliarlo, anche se mi dava un senso  d’impotenza non poterlo decifrare. Qua e là però, sul margine, c’erano alcune annotazioni a penna, il tratto sottile un po’ sbiadito. Almeno quelle erano in caratteri latini, anche se antiquati. Mi attendeva una nuova delusione: la lingua mi era sconosciuta, a tratti mi pareva tedesco. A fatica ho sillabato ad alta voce una delle annotazioni proprio là dove il volumetto si apriva da solo. La nota, sottolineata, scritta con caratteri più grandi, sembrava importante. L’ho riletta ad alta voce, scandendola. La lingua aveva un suono armonioso e grave insieme ma provavo un senso di disagio. È inquietante non sapere cosa si sta leggendo. Mi sembrava di essere un bimbo alle prime armi con la lettura: suoni complicati e parole sconosciute. Ho chiuso il libro di scatto, innervosita.</p>
<p>Sapevo che il giorno seguente sarebbe stata una giornata dura col rientro in ufficio e tutto quel che ne seguiva, ma il sonno, nonostante la stanchezza, o forse proprio per quello, non arrivava. Pensavo con fastidio alle incombenze improrogabili che mi attendevano.Tra l’altro dovevo richiamare la mia collaboratrice che ultimamente aveva combinato parecchi pasticci, disorganizzata com’è.<br />
A voce alta, per fare ordine nei miei pensieri, come faccio spesso quando sono agitata e innervosita, ho elencato tutte le manchevolezze di Chiara, la mia segretaria.</p>
<p>“Inaffidabile…imprecisa…ritardataria…disordinata….ho tutti gli estremi per un licenziamento, se non cambi carina!”, ho esclamato. La mia voce infastidita riecheggiava nella stanza.</p>
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		<title>Ritmi circadiani letterari</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Apr 2013 21:47:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MacAdam</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Esiste una naturale alternanza fra il giorno e la notte, fra la veglia e il sonno, fra l&#8217;attività e il riposo. I cicli circadiani - così chiamati da Franz Halberg - vi fanno riferimento: circa e dies, dal latino, sono due termini facilmente traducibili. Mi piace pensare che analoghi ritmi regolino anche l&#8217;andamento dei corsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="irc_mi" class="alignleft" src="https://encrypted-tbn3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTu9gqjMeL_isxOj3lgTFGumFVx4b58HIxaSeS9q9gcoA02bqUa" alt="" width="150" />Esiste una naturale alternanza fra il giorno e la notte, fra la veglia e il sonno, fra l&#8217;attività e il riposo. I cicli circadiani - così chiamati da <a title="Cronobiologia" href="http://www.msi.umn.edu/~halberg/">Franz Halberg</a> - vi fanno riferimento: <em>circa </em>e <em>dies</em>, dal latino, sono due termini facilmente traducibili. Mi piace pensare che analoghi ritmi regolino anche l&#8217;andamento dei corsi MacAdemia che, in effetti, stanno giungendo al termine proprio in questi giorni. E in effetti, riprenderanno con rinnovata energia già dalle prime settimane di maggio. Come sta per concludersi la terza parte del Corso Avanzato, così comincerà il nuovo corso dedicato a <a title="Iscrizione diretta" href="http://www.macademia.it">Il Giallo letterario</a>. Come terminerà il Corso Base <a title="Scrivere, che passione!" href="http://www.macademia.it/?page_id=41">Scrivere, che Passione!</a> così inizieranno il nuovo corso <a title="Scritture da Vivere!" href="http://www.macademia.it/?page_id=64">Scritture da Vivere!</a> e il <a title="Iscrizione diretta" href="http://www.macademia.it">Corso Pre-avanzato</a>. E non solo. Sempre a proposito di cicli e di rinnovamenti, non posso non segnalare - e quindi lo farò con molto piacere - il prossimo Seminario MacAdemia dedicato a <span class="st">George Orwell e al suo 1984: un romanzo scritto 65 anni fa che parla la lingua di un oggi fin troppo attuale. <a title="1984 - Lezioni di futuro" href="http://www.macademia.it/?page_id=12">1984 - Lezioni di futuro</a>, questo è il titolo, sarà un appuntamento imperdibile per chiunque creda che la letteratura possa trasformarsi in una chiave preziosa per la comprensione del mondo. Trovate tutte le date dei nuovi appuntamenti MacAdemia nella sezione Prossime attività, qui a fianco.<br />
</span></p>
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		<title>I regni oscuri di H. P. Lovecraft</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Apr 2013 16:45:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MacAdam</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Corsi e Attività]]></category>

		<category><![CDATA[Fabio Fracas]]></category>

		<category><![CDATA[Lovecraft]]></category>

		<category><![CDATA[Seminario]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcuni momenti speciali nella vita degli autori passano attraverso le opere degli scrittori che li hanno maggiormente influenzati. Anche nel mio caso, è andata - e continua ad andare - così. Howard Phillips Lovecraft è stato uno degli scrittori a cui devo di più, per vari motivi. Alcuni, li rivelerò durante il prossimo Seminario MacAdemia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/e/ea/Nyarlathotep.jpg" alt="File:Nyarlathotep.jpg" width="150" />Alcuni momenti speciali nella vita degli autori passano attraverso le opere degli scrittori che li hanno maggiormente influenzati. Anche nel mio caso, è andata - e continua ad andare - così. Howard Phillips Lovecraft è stato uno degli scrittori a cui devo di più, per vari motivi. Alcuni, li rivelerò durante il prossimo Seminario MacAdemia del 14 aprile 2013. Domenica prossima, dunque. Se siete curiosi, basta che riusciate a ritagliarvi un po&#8217; di tempo per partecipare all&#8217;evento e soprattutto per visitare, in mia compagnia, <a title="I regni oscuri di H. P. Lovecraft" href="http://www.macademia.it/?page_id=1826">I regni oscuri di H. P. Locevraft</a>. Sarà un&#8217;esperienza unica!</p>
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		<title>Chiusura in bellezza</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Mar 2013 10:41:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MacAdam</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Testi]]></category>

		<category><![CDATA[Emanuela Fontana]]></category>

		<category><![CDATA[Gioia]]></category>

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		<description><![CDATA[E così, siamo arrivati anche a Pasqua. Tantissimi auguri a voi e ai vostri cari da parte mia e di Federica Castellini. Per una settimana, MacAdemia va in vacanza ma non temete: vi lascio con qualche piccola consegna. Per i partecipanti al Corso Avanzato, l&#8217;impegno è quello di dedicarsi alla lettura de Il libro delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="photoprod" class="photo alignleft" title="Il libro delle illusioni" src="http://img2.libreriauniversitaria.it/BIT/240/442/9788806184421.jpg" alt="Il libro delle illusioni" width="150" height="245" />E così, siamo arrivati anche a Pasqua. Tantissimi auguri a voi e ai vostri cari da parte mia e di Federica Castellini. Per una settimana, MacAdemia va in vacanza ma non temete: vi lascio con qualche piccola consegna. Per i partecipanti al Corso Avanzato, l&#8217;impegno è quello di dedicarsi alla lettura de <a title="Il libro delle illusioni" href="http://www.libreriauniversitaria.it/libro-illusioni-auster-paul-einaudi/libro/9788806184421">Il libro delle illusioni</a> di <a title="Sito ufficiale" href="http://paulauster.co.uk/">Paul Auster</a>. Un testo molto interessante - sotto tanti punti di vista - che potrebbe anche costituire l&#8217;oggetto di uno dei <a title="Seminari" href="http://www.macademia.it/?page_id=12">Seminari</a> del prossimo anno. Per tutti, invece, c&#8217;è la seconda parte del racconto di Emanuela Fontana, da commentare con le solite regole. Buona lettura. In tutti i sensi.</p>
<p><strong>Lei era bellissima, di Emanuela Fontana - Parte Seconda</strong></p>
<p>Poi, quella sera, accadde.<br />
Come nei sogni meglio riusciti, ero arrivato al punto più sconsolato della mia disperazione e già pensavo che non l’avrei più rivista. Quanto strana e cupa sarebbe stata la vita senza di lei, quasi non riuscivo ad immaginarla.<span id="more-1820"></span><br />
Ero triste, domani sarei dovuto partire. Era la sera dell’addio e il guizzo d’eccitazione che mi stringeva lo stomaco quando la guardavo si stava rassegnando a diventare rimpianto e salire a stringere la gola cambiandosi in lacrime furtive.<br />
Lei era lì, sempre bella da togliere il fiato. Qualcuno prima di me aveva cercato d’accattivarsela, ma senza successo. Io aspettavo il mio turno in silenzio, ben determinato a non farmi passare nessuno davanti. Godevo guardando i tentativi degli altri fallire: se non potevo averla io, che non l’avesse nessun altro!<br />
Il mio turno arrivò che ero quasi in trance.<br />
Frugai la tasca e presi la moneta, rivolgendo al mio Dio una preghiera: “E’ l’ultima sera. La devo avere. Tu devi aiutarmi. Poi non ti chiederò più niente ma fa che stasera sia mia”. E Dio, quello strano Dio inconsistente mi ascoltò.<br />
La mia mano era ferma e guidava l’artiglio. Col fiato sospeso lo spostai sopra di lei, sopra la sua schiena bianca e vellutata e premetti il pulsante. L’artiglio scese, si aprì e si chiuse intorno ai suoi fianchi.<br />
La mira era stata perfetta, la posizione impeccabile, doveva solo tenerla stretta fino in fondo.<br />
Quando l’artiglio cominciò ad alzarla guardavo la scena distaccato, come se fossi finito in un film rimanendo ad un tempo spettatore.<br />
Proprio a metà strada cominciò ad ondeggiare. Sentii le mie unghie premere dolorosamente il palmo della mano, ma fu solo un attimo. Lei cadde esattamente nel buco e mia sorella, urlando di gioia, aprì lo sportellone e me la spinse fra le braccia. Tutti, intorno, dicevano “Bravo, bravo, complimenti” e qualcuno mi strinse una spalla scuotendola amichevolmente in segno di approvazione.<br />
Era l’ultima sera ed ero lì, tutto rosso dall’incredulità e dalla gioia. La stringevo così forte che sembrava impossibile poterla sciogliere dal mio abbraccio. Mia sorella saltellava tutt’intorno gridando eccitata: “Evviva, evviva, ma ti rendi conto, proprio l’ultimo giorno, ma ti rendi conto?” e con la piccola mano abbronzata le accarezzava la testa, delicata e affettuosa.</p>
<p>Adesso, la manina grassottella che l’accarezza è quella di mia figlia, ed io sono qui immobile che spio dalla soglia il suo abbracciarla felice, le gambette strette intorno ai fianchi bianchi che la spronano a cavalcare nella giungla, sui monti, perfino sotto al mare.<br />
Sorrido ancora, fra me, al ricordo della gioia che inondava il mio cuore di bambino in quella rumorosa sala giochi del lungomare, quando per la prima volta avevo potuto accarezzarla e stringerla forte fra le braccia, così come fa ora mia figlia.<br />
Avevo nove anni e lei, la mia grande tigre bianca, era stata la prima porta, il primo squarcio che s’era aperto per me su quel mondo intenso, insidioso e disperatamente necessario che chiamiamo Desiderio.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il linguaggio dei sorrisi</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Mar 2013 14:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MacAdam</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Corsi e Attività]]></category>

		<category><![CDATA[Fabio Fracas]]></category>

		<category><![CDATA[Metalinguaggio]]></category>

		<category><![CDATA[Oltre le parle]]></category>

		<category><![CDATA[Praglia]]></category>

		<category><![CDATA[Seminario]]></category>

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		<description><![CDATA[Inutile negarlo. A volte, per capire il successo di un&#8217;iniziativa non servono tante parole: basta uno sguardo. I vostri sorrisi e le espressioni soddisfatte che mostrate in questa foto, sono la miglior conferma possibile che il Seminario di ieri è riuscito a lasciare in voi - e in me - qualcosa di importante e profondo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="spotlight alignleft" src="https://fbcdn-sphotos-b-a.akamaihd.net/hphotos-ak-prn1/894720_10151363786743668_1446914720_o.jpg" alt="" width="450" />Inutile negarlo. A volte, per capire il successo di un&#8217;iniziativa non servono tante parole: basta uno sguardo. I vostri sorrisi e le espressioni soddisfatte che mostrate in questa foto, sono la miglior conferma possibile che il <a title="Metaletture: oltre le parole" href="http://www.macademia.it/?page_id=1804">Seminario di ieri</a> è riuscito a lasciare in voi - e in me - qualcosa di importante e profondo. Certo, l&#8217;argomento metalinguistico è ben lontano dall&#8217;essere esaurito ma visto il vostro interesse e gli spunti emersi nell&#8217;incontro di ieri, credo che sarà necessario che MacAdemia - in un prossimo futuro - organizzi un&#8217;altra giornata <a title="Metaletture: oltre le parole" href="http://www.macademia.it/?page_id=1804">oltre le parole</a>. Grazie di cuore per la vostra disponibilità e partecipazione.</p>
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		<title>Lei era bellissima</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Mar 2013 10:50:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MacAdam</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Testi]]></category>

		<category><![CDATA[Emanuela Fontana]]></category>

		<category><![CDATA[Gioia]]></category>

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		<description><![CDATA[Riprendono le pubblicazioni dei racconti dedicati alla Gioia. Questa volta tocca a Emanuela Fontana e al suo brano &#8220;Lei era bellissima&#8221;. Valgono le consuete regole già dichiarate per gli altri pezzi e quindi&#8230; buona lettura!
Lei era bellissima, di Emanuela Fontana - Parte Prima
Lei era bellissima.
Vederla e volerla era stato tutt’uno. Non credevo esistesse una creatura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a id="irc_mil" style="border: 0px currentColor;" href="/url?sa=i&amp;rct=j&amp;q=abstract&amp;source=images&amp;cd=&amp;cad=rja&amp;docid=QDKagn8K-ftdQM&amp;tbnid=ONr8vN5aMjEpDM:&amp;ved=0CAUQjRw&amp;url=http%3A%2F%2Fnoledigasamamaquetediyo.blogspot.com%2F2011%2F11%2Fabstract-wallpapers_26.html&amp;ei=UllAUbHZHsnsswbYw4HwCA&amp;psig=AFQjCNGIOqBW473w9m9zAAvI5tHyuuE5LA&amp;ust=1363258055415379"><img id="irc_mi" class="alignleft" style="margin-top: 0px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-HVDSc_UxOAI/Tl4n4YzC98I/AAAAAAAAABI/Ii7VBOb239c/s1600/Dark-Abstract-Wallpapers-.jpg" alt="" width="150" height="90" /></a>Riprendono le pubblicazioni dei racconti dedicati alla Gioia. Questa volta tocca a Emanuela Fontana e al suo brano &#8220;Lei era bellissima&#8221;. Valgono le consuete regole già dichiarate per gli altri pezzi e quindi&#8230; buona lettura!</p>
<p><strong><em>Lei era bellissima, di Emanuela Fontana - Parte Prima</em></strong></p>
<p>Lei era bellissima.<br />
Vederla e volerla era stato tutt’uno. Non credevo esistesse una creatura capace di far battere il mio cuore tanto forte al solo guardarla. Stavo lì, incapace di muovermi, la gente che passava e mi urtava intorno. Stavo lì  inchiodato, gli occhi sul suo corpo sinuoso, cercando di domare la fiera speranza che m’aveva invaso e urlava al mio sangue che lei <em>doveva </em>essere mia, che non sarebbe potuto essere altrimenti.<span id="more-1814"></span><br />
Il corpo vibrava, preparandosi all’azione. Onde di coraggio sostenevano il mio animo spingendolo alla conquista, ma una fastidiosa rassegnazione intralciava la loro corsa: in fondo, che potevo fare <em>io</em> ? Non l’avrei mai raggiunta; così rimanevo immobile a guardarla e serravo i pugni con forza.<br />
Pietrificato dall’ impossibilità, seguivo la curva delle sue cosce con lo sguardo, immaginavo di passare la mano lungo la schiena morbida, di affondare il viso nella conca invitante del collo e respirarne il profumo. Mi vedevo sdraiato accanto a lei, dormire abbracciandola stretta, svegliarmi al mattino con lo stupore di averla accanto, bella, come l’avevo lasciata prima di perdermi nel sonno.<br />
In un attimo, diventò il mio tormento. Abitava ogni mio pensiero, a qualsiasi ora del giorno. Dov’era? – mi domandavo - Forse  qualcun altro la cingeva fra le braccia e tirava a sé il suo corpo vellutato stringendola come se non volesse lasciarla più andare? - Quel pensiero mi faceva impazzire. Lei doveva essere mia, mia e di nessun altro.<br />
Non potevo far altro che guardarla. Cercavo di avvicinarmi il più possibile a lei, sussultando ogni  volta  che pareva volesse concedere ad altri il privilegio di farsi abbracciare e portare via, lontano, in un’altra città, in un’altra vita dove l’immaginavo chiusa in una casa sconosciuta che non avrei saputo davvero raggiungere.<br />
Avrei  voluto urlare fuori quel crampo che serrava lo stomaco e mi impediva di mangiare o di muovermi quando pensavo a lei o quando, peggio, l’avevo davanti e non potevo toccarla. Avrei voluto urlare, ma non lo facevo e restavo a fissarla, immobile e muto.<br />
Consacravo i miei giorni al momento in cui l’avrei rivista. La trama delle mie notti, benché intessuta della speranza d’averla, veniva squarciata da lampi improvvisi di cupa disperazione, la stessa di chi realizza che il suo più grande desiderio non verrà mai appagato poiché finanche gli dei gli sono avversi.<br />
In certi momenti arrivavo a pensare che sarebbe stato meglio non averla mai vista perché, adesso, vivere senza di lei sembrava impossibile, irreale, una sorta d’allucinazione che non riuscivo a scrollarmi di dosso.<br />
Le avrei scritto poesie, se avessi potuto, ma la penna rimaneva chiusa e il quaderno mi fissava arcigno,  bianco, arido e irritante; per reprimere la voglia di stracciarlo dovevo chiuderlo e gettarlo sotto al letto.<br />
Avrei parlato di lei per ore, come se evocare l’immagine sua bastasse a placare l’arsura. Avrei parlato di lei per ore, cercando nelle parole un incantesimo che accorciasse lo spazio che ci divideva, che accelerasse il tempo e mi spingesse avanti, avanti e avanti verso l’attimo in cui avrei potuto toccarla. Se mai quell’attimo fosse arrivato.<br />
Nessuno avrebbe creduto, allora,  ed io per primo ne ero stupito, che una simile passione potesse agitare la mia giovane carne ed io sapevo, io per primo, che avrebbero riso e sbeffeggiato il mio tormento se solo me ne fosse sfuggita notizia.<br />
Tutto ciò che io avevo lo spendevo per lei. Fra il sudore e le risate di quelli che mi si accalcavano intorno, quando veniva il mio turno stavo diritto e impassibile. Un fiume di monete usciva tintinnante dalle mie tasche e scorreva verso lei che ne era la foce,  l’estuario, l’ingordo mare stesso che inghiottiva tutta la mia ricchezza. Avrei dato tutto ciò che possedevo per averla, i risparmi di una vita per avvicinarla, ma più passavano i giorni, più appariva chiaro che per conquistarla non servivano ricchezze, bensì  un’abilità che cominciavo a disperare di possedere.</p>
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		<title>Ripartono i corsi</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Mar 2013 15:26:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MacAdam</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Corsi e Attività]]></category>

		<category><![CDATA[che passione! Corsi di scrittura]]></category>

		<category><![CDATA[Fabio Fracas]]></category>

		<category><![CDATA[Federica Castellini]]></category>

		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>

		<category><![CDATA[macademia]]></category>

		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>

		<category><![CDATA[Padova]]></category>

		<category><![CDATA[Scrivere]]></category>

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		<description><![CDATA[Per tutti gli appassionati della letteratura, in generale, e della  scrittura, in particolare, MacAdemia propone la nuova edizione del Corso  Generale Scrivere, che passione! Il corso, tenuto da Federica Castellini - con qualche &#8220;breve&#8221; mia  incursione - sarà articolato in 8 lezioni, al martedì, dalle ore 20,30  alle ore 22,30. Gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 0px 10px 10px 0px; width: 76px; height: 78px; float: left;" src="http://www.macademia.it/images/LogoHR.jpg" alt="" />Per tutti gli appassionati della letteratura, in generale, e della  scrittura, in particolare, MacAdemia propone la nuova edizione del Corso  Generale <a title="Scrivere, che passione!" href="http://www.macademia.it/?page_id=41">Scrivere, che passione!</a> Il corso, tenuto da Federica Castellini - con qualche &#8220;breve&#8221; mia  incursione - sarà articolato in 8 lezioni, al martedì, dalle ore 20,30  alle ore 22,30. Gli argomenti trattati permetteranno&#8230;<br />
<strong>· </strong>di sviluppare una diversa e più consapevole sensibilità nei confronti della lettura;<br />
<strong>·</strong> di imparare i concetti base della critica e della comprensione del testo;<br />
<strong>·</strong> di familiarizzare con le principali logiche della scrittura letteraria;<br />
<strong>·</strong> di conoscere gli strumenti di base sia della narrativa sia della scrittura;<br />
<strong>·</strong> e molto altro ancora!</p>
<p>Per informazioni e iscrizioni, basta telefonare al 348.3829111. I posti sono limitati.</p>
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		<title>Martedì, a Padova</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2013 08:22:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MacAdam</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Incontri e Appuntamenti]]></category>

		<category><![CDATA[Damiano Lotto]]></category>

		<category><![CDATA[Il giusto ordine delle cose]]></category>

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		<description><![CDATA[Martedì prossimo, 5 marzo 2013, avrò il piacere di presentare al pubblico Il giusto ordine delle cose: l&#8217;ultima fatica editoriale di Damiano Lotto. Si tratta di una raccolta di racconti fantasy disponibile sia come ebook sia in formato cartaceo. Alcuni li potete leggere in anteprima direttamente all&#8217;interno del blog dell&#8217;autore. L&#8217;appuntamento è fissato per le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 0px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-6OJrrwpco-Y/UL4xwrcu_3I/AAAAAAAAAzY/Ea96sD5-HpA/s1600/CAT_1400x1860.jpg" border="0" alt="" width="150" />Martedì prossimo, 5 marzo 2013, avrò il piacere di presentare al pubblico <a title="Su Facebook" href="https://www.facebook.com/giustoordine">Il giusto ordine delle cose</a>: l&#8217;ultima fatica editoriale di <a title="Damiano Lotto" href="http://tomotomopoppin.blogspot.it/">Damiano Lotto</a>. Si tratta di una raccolta di racconti fantasy disponibile sia come ebook sia in formato cartaceo. Alcuni li potete leggere in anteprima direttamente all&#8217;interno del blog dell&#8217;autore. L&#8217;appuntamento è fissato per le ore 18,00 presso la sala Livio Paladin del Palazzo Moroni di Padova. <a title="Invito" href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=159154697568713&amp;set=a.159154277568755.36900.141262682691248&amp;type=1&amp;theater">Qui</a>, potete scaricare l&#8217;invito ufficiale. Vi aspettiamo!</p>
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		<title>La magia di&#8230; Praglia!</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Feb 2013 16:25:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MacAdam</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Incontri e Appuntamenti]]></category>

		<category><![CDATA[Fabio Fracas]]></category>

		<category><![CDATA[Seminari]]></category>

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		<description><![CDATA[
Domenica scorsa, a Praglia, è stata realmente una giornata magica! Ricordo a tutti gli interessati, che il prossimo appuntamento con i Seminari MacAdemia è già stato fissato per il 17 marzo 2013 e vedrà, come obiettivo dei nostri lavori, l&#8217;analisi approfondita di ben quattro testi: Alice nel paese delle meraviglie, di Lewis Carrol; Il meraviglioso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://fbcdn-sphotos-d-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash3/861419_10151327654458668_469698810_o.jpg" alt="" width="450" /><br />
Domenica scorsa, a Praglia, è stata realmente una giornata magica! Ricordo a tutti gli interessati, che il prossimo appuntamento con i Seminari MacAdemia è già stato fissato per il 17 marzo 2013 e vedrà, come obiettivo dei nostri lavori, l&#8217;analisi approfondita di ben quattro testi: Alice nel paese delle meraviglie, di Lewis Carrol; Il meraviglioso mago di Oz, di Frank Baum; Il Piccolo Principe, di Antoine de Saint-Exupéry e infine, Siddharta, di Hermann Hesse. Se amate questi testi, non potete mancare! Per informazione e prenotazioni, chiamate al 348.3829111.</p>
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