Una riflessione sul Corso Avanzato

C'è da pensarciRiporto, con grande piacere, l’organizzata riflessione di Alessandra Castelli – che ringrazio pubblicamente – sul Corso Avanzato appena concluso. Spero che possa generare, in voi che la state per leggere, il desiderio di esprimere anche la vostra opinione.

Corso avanzato 2010-2011
Bilancio consuntivo 

Voci in attivo:

Il divertimento
I compiti di quest’anno, sempre molto ardui, (ma quando mai sono facili?) hanno ogni volta occupato la mia mente per l’intera settimana. E mentre cuocevo molto bene le pietanze e stiravo perfettamente le camicie, annotavo su dei fogli volanti (troppo, a volte) osservazioni, dubbi e domande che mi nascevano spontanee.Nonostante ciò credo di aver imbroccato pochissimi compiti… ma non è questo il punto. In MacAdemia, a mio avviso, non è proprio questo il punto. Il vero senso delle consegne sta nel misurarsi con i “tranelli fabieschi”, riconoscerli e superarli. Se li vedi, sei già sulla buona strada. Tentare di superarli, poi, è proprio divertente. Un consiglio utile per facilitarsi il lavoro: munirsi di familiari molto, ma molto pazienti!

La consapevolezza
Lavorando sulle consegne che Fabio, di volta in volta, ci ha dato, ho acquisito la capacità di fermarmi a riflettere sulla storia molto prima di cominciare a scriverla. L’ambientazione, lo sviluppo narrativo e i personaggi riempivano ogni angolo del mio piccolo mondo e mi tormentavano con le loro incongruenze. La scrittura arrivava solo alla fine di un lungo lavorìo durato giornate intere.

I risultati
Spesso ho commesso errori tali da rendere i miei compiti non adeguati alla consegna eppure questo fatto è una voce in attivo e non in passivo, per tre semplici motivi:

1.       I compiti richiedevano l’acquisizione progressiva di un “abito mentale” e come avviene anche in sartoria, l’abito va imbastito, misurato, ritoccato e a volte rifatto.  Gli strumenti pratici che Fabio ci ha fornito presupponevano l’acquisizione di un nuovo stile cognitivo: quello della progettazione, meticolosa e logica, di una storia. 

2.       Il procedimento che dovevo adottare per eseguire la consegna era così lontano dalla mia forma mentis che ho dovuto cominciare da capo, muovendo i primi, incerti, passi nella consapevolezza della mia scrittura.  Ed ero talmente occupata ad aggrapparmi agli strumenti da non accorgermi del sentiero che stavo percorrendo. Morale: si può perdere facilmente la strada… ma è proprio lì che inizia il bello.

3.       Le 1.800 battute! Troppo poche per me, ma determinanti per lasciare fuori il superfluo. Per mantenere la lunghezza assegnata, spesso non terminavo il racconto. Qualche volta ho usato mezzucci infimi, lo confesso, come quello di stordire i miei amici con pizzette e vinello, ma è stato tutto inutile. Dopo le 1.800 battute anche i compagni più attenti crollano. L’arte dell’eliminazione è difficilissima!

 Il confronto
Confrontare il proprio lavoro con gli altri non è facile. A volte si muore d’invidia (sana invidia, intendo) per quello che qualcuno è riuscito a fare e ci si rallegra con lui/lei. A volte ci si consola perché il mal è comune e a volte si rimane scottati per le osservazioni che gli altri ci rivolgono. Osservazioni sempre costruttive, certo, ma che bruciano comunque. Se reggi alla delusione, sei  pronto a crescere. E se cresci ti confronti e impari.

Voci in passivo:

Le assenze
Ogni assenza – forzata dalle circostanze – ha comportato una piccola battuta d’
arresto nel mio percorso. DI conseguenza, poi, ho dovuto arrancare per recuperare terreno. Un consiglio utile può essere quello di mancare solo in caso di calamità naturali.

I compiti non svolti
Occasioni mancate di crescita. Sempre.

Spero di essere stata sufficientemente onesta nel presentare il mio bilancio. E il vostro bilancio e i vostri consigli quali sono?

3 thoughts on “Una riflessione sul Corso Avanzato”

  1. Brava Ale, credo tu abbia toccato con ordine e chiarezza ogni punto saliente,ogni dubbio,ogni difficoltà affrontata quest’anno e con molta onestà oltretutto. Chi di noi non si è mai sentito inadeguato,con la mente vuota, la fantasia a rasoterra? Credo, a turno, tutti.
    A volte arrivavo a scuola con i miei “compiti” fatti, certo, eppure sentivo che qualcosa non funzionava ma non sapevo dove mettere le mani, o la penna, per aggiustare. In genere, e qui come sempre ha ragione Fabio,quando suona un campanello d’allarme nella nostra testa è già chiaro che il testo non va.Pur passando la settimana a rimescolare quei 4 neuroni rimasti attivi nella mia scatola cranica, non trovavo la soluzione.Anche questo sforzo però ha fatto parte del divertimento, della sfida. Sfida con se stessi non con i compagni di classe che devo ringraziare per la loro candida sincerità, a volte dolorosa, ma necessaria alla crescita. Uno dei momenti più piacevoli ,per me, è stato proprio la lettura-commento dei testi di ognuno:è sorprendente vedere come la stessa consegna possa generare cose diversissime tra loro, oppure accorgersi, da una settimana all’altra come qualcuno sia riuscito ad affinare i suoi strumenti.
    Non sono stata così precisa e puntuale nella mia esposizione come Ale ma mi sono lasciata prendere dalle sensazioni e dalle emozioni e ora, tirando le mie conclusioni disordinate – non potrebbe essere altrimenti! -mi sento di dire che questo corso è stato, pur con tutte le sue difficoltà, il più coinvolgente in assoluto!parola di “vecchia” macademica!Grazie a Fabio e grazie agli amici!
    kitty

  2. Grazie mille Alessandra del tuo fantastico riasunto e un grazie anche alla Kitty per un anno scolastico appena concluso insieme. Mi auguro che non state dimenticando il COMPITI PER CASA … 🙂
    Io mi sto arredando un angolo fuori all’area aperta, con un tavolo ed una sedia all’ombra e spero che anche voi lo affrontate con una emmensa “GOIA” !!!
    Aiaiaiaiai…!!!

    BUON DIVERTIMENTO (GRAZIE Fabio !!!)
    e a presto
    Angela 🙂

  3. Sono felice di aver espresso, almeno in parte, anche vostre osservazioni. Grazie Angela per il tuo consiglio, mi sa che mi attrezzerò anch’io.
    Alessandra

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